La rocchetta di Airuno

La Rocchetta di Airuno

ll Santuario della rocchetta di Airuno è posto sul colmo di una colina a 366 Mt di altezza, il panorama è splendido e abbraccia tutta la valle sottostante,

Le anse dell’Adda, son ben visibili come anche l’arco prealpino, Il Resegone e le Grigne.

E visibile anche l’abitato di Aizurro e Valgreghentino nonché e purtroppo anche la torre Italcementi  di Calusco.

Come raggiungerlo

Vi si accede esclusivamente a piedi (o con pass rilasciato dal Comune) da una carrozzabile dalla chiesa Parrocchiale di Airuno, dove al parcheggio si lascia l’auto.

Ci si incammina in salita sulla strada acciottolata, e appena dopo la località Cerè si trova la prima delle sette cappelle di origine settecentesca, con affreschi che raffigurano i misteri della Passione.

La Rocchetta di Airuno

Sopra la porta d’entrata, trova posto la cantoria in legno con organo a 12 registri, donato nel 1862 dalla famiglia Barbarossa di Monza.

l Santuario della Beata Vergine Addolorata o “della Pace” o “della Rocca” è, insieme con la Chiesa dei SS. Colombano e Gottardo di Arlate, il luogo di culto più antico della Pieve di Brivio.

La Rocchetta di Airuno

Cenni Storici

Il nucleo originario del santuario era costituito da una chiesetta posta entro le mura di una rocca fortificata.

Di questa si ha notizia da un documento testamentario del 960 redatto da Alcherio, nobile di origine longobarda capostipite della famiglia dei Capitani di Airuno poi detta dei Capitani di Vimercate, detentori del controllo del fiume Adda tra Calolziocorte e Arlate.

Probabilmente costruita da questa famiglia nel Trecento, la chiesa fu ampliata in forme tardo gotiche in epoca sforzesca.


Bisogna tuttavia risalire al 1558 per avere la prima notizia documentata dell’esistenza della chiesetta.

La Rocchetta di Airuno

La visita di San Carlo Borromeo

La relazione della visita di San Carlo nel 1571 riporta che detta Chiesa di S. Maria della Pace o della Rocca era posta dentro le mura del castello

Fu restaurata e forse ampliata in seguito all’abbattimento di un’altra chiesetta, molto vecchia e malconcia, dedicata a “S. Michele”.


Si presume pertanto che il culto mariano fosse già radicato in queste terre

Nel corso dei secoli XVI e XVII, per il particolare contesto storico – sociale in cui la Brianza e l’intero Milanese vennero a trovarsi, segnato da guerre, carestie e pestilenze, tale culto si sia rafforzato e qui, in particolare, abbia dato il via al restauro e all’abbellimento della chiesa.


Il Santuario mantenne la dedicazione a “S. Maria della Pace” o “della Rocca” fino alla metà del XVIII secolo (1748), quando assunse la denominazione attuale di “Santuario dell’Addolorata”.

La gente del luogo continua tuttavia a chiamarlo “Santuario della Rocchetta”.

Architettura

La struttura e le dimensioni dell’attuale chiesa paiono corrispondere a quelle originarie:

l’interno è ad una sola navata con l’abside rivolta ad est (verso la valle dell’Adda) interamente occupata da un affresco.

La Rocchetta di Airuno

La volta è a crociera. La parete a nord è priva di finestre, in quella a sud se ne aprono tre.

Sulla parete ovest, sopra il portone d’ingresso, è collocato l’organo con relativa balconata.

Durante il Seicento, ma soprattutto a partire dai primi decenni del Settecento, venne attuato un intenso programma di arricchimento e restauro,

Partecipò, con donazioni in denaro ma anche con la propria opera manuale, l’intera popolazione di Airuno.

Altri interventi di restauro

Tale contributo servì a supportare l’assidua presenza di artigiani e pittori provenienti dai paesi limitrofi, ma anche da Bergamo e da Milano.

Vennero realizzati interventi sia all’interno sia all’esterno della chiesa, come la realizzazione di una cisterna di raccolta dell’acqua piovana, sormontata da un pozzo in granito (1729)

Nel cortiletto adiacente alla chiesa e il campanile rialzato, dotato di una campana.

La Rocchetta di Airuno


Il lato sinistro della chiesa (parete nord-est) è accompagnato da un ampio porticato, sotto il quale possono sostare e trovare riparo i pellegrini.

Da qui si dominano le colline boscose e il quieto panorama sulla Valle dell’Adda.


Intorno al 1720 nacque l’idea di costruire una specie di Sacro Monte

Vennero costruite sei cappelle lungo la salita che conduce al santuario.

Nel 1861, in occasione di lavori di restauro, venne aggiunta un’ultima cappella (la prima per chi sale).


Nel 1923 iniziarono i lavori per la Scala Santa costituita da 130 gradini di granito che collegano la strada sottostante con l’ingresso del santuario.

La Rocchetta di Airuno


Ai lati della scala, tra una doppia fila di cipressi, si innalzano le tredici edicole della Via Crucis

Culminano con la Cappella-Sepolcro e la statua del Cristo morto.

Due scale di 23 gradini ciascuna, a destra e a sinistra del sepolcro, portano al piccolo piazzale antistante l’ingresso del santuario. 


Negli ultimi decenni del secolo scorso, vennero finalmente attuate opere di consolidamento, restauro e recupero.

Posero termine al degrado in cui il complesso versava (a causa dei gravi eventi bellici e delle difficoltà successive)

Lo resero ancora più accogliente e fruibile da parte dei sempre più numerosi pellegrini e devoti.

Arte

All’interno il Santuario presentava dipinti e affreschi raffiguranti Maria, i Santi e Cristo, ora quasi interamente perduti.

L’unico affresco rimasto, di epoca sforzesca, si trova sulla parete di fondo del presbiterio.

Si tratta di un Compianto di Cristo fra santi e un orante:

Maria tiene in grembo il corpo morto di Gesù; ai lati sono riconoscibili, a sinistra, San Giovanni e San Cristoforo, a destra, la Maddalena, San Rocco ed un religioso orante, domenicano, (forse lo stesso committente).

Sullo sfondo un paesaggio collinare alberato e parte della Santa croce, segno tradizionale della Passione. L’intera rappresentazione è austera ma pacata e serena.

Con i restauri del 1995-96 fu riportato alla luce nelle attuali sembianze.


Altro elemento di pregio del santuario è il maestoso altare marmoreo di Pier Paolo Pirovano,

collocato nel presbiterio nel 1754.

Nell’altare venne conservato e inserito un bellissimo paliotto del 1709, attribuito a Francesco Solari.

E’ realizzato in pietra scagliola e vi prevalgono le tonalità del rosso, del nero e del bianco;

Al centro è rappresentata la Vergine Immacolata vittoriosa sul dragone.

Ultima testimonianza degna di interesse è il settecentesco affresco della Madonna Addolorata.

Strappato dalla sua collocazione originaria nel corso di restauri, si trova ora nel piccolo locale adiacente la sacrestia, insieme a numerosi ex-voto, ulteriore attestazione della devozione mariana della popolazione.

Una serie di queste immagini è esposta permanentemente presso il Palazzo del comune di Airuno,

una parte è stata pubblicata sulla rivista “Brianze”

Una serie di queste immagini è contenuta nella web-app  cantubookaround,  che descrive e accompagna i visitatori nel nostro territorio, con testi, immagini e video.

Fonti: da “Cloister Route – I Monumenti in provincia di Lecco” edito da Provincia di Lecco

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