Innanzitutto cominciamo con specificare che il mio flusso di lavoro in stereoscopia è finalizzato ad ottenere due tipi di fotografie stereoscopiche, anzi per dirla in termini tecnici due formati, che andranno poi montate su due supporti diversi con le caratteristiche indicate in queste foto.

Cartoncino portatafoto stereoscopiche LU.MA per immagini formato 56×56 mm

Cartoncino portato stereoscopiche FUORIFUOCO per immagini formato 56×56 mm

Cartoncino portafoto stereoscopiche LU.MA per immagini formato 77×77 mm, per visione su stereoscopio tipo Holmes

La Fotocamera Stereoscopica

Fotocamera GOMZ Sputnik

Per quanto riguarda lèa fotocamera utilizzata per la realizzazione di immagini in stereoscopia è la Gomz Sputnik, già descritta nella sezione fotocamere analogiche.

La fotocamera è stata nel tempo modificata, mettendo a punti alcuni accorgimenti tecnici per eliminare la luce riflessa all’interno del corpo macchina e la luce laterale che si insinuava dalle due ottiche.

La fotocamera utilizza pellicola in rotolo da 120mm.

Realizza 12 fotogrammi a coppie, da 56x56mm circa, di conseguenza da ogni rullo è possibile ottenere 6 fotografie.

Per ottenere la giusta esposizione con questa fotocamera è quasi obbligatorio utilizzare un’esposimetro esterno, io utilizzo questo validissimo Sekonic L-308-X

Stampa e montaggio immagini in stereoscopia

Dopo aver sviluppato il rullo, la fase successiva è la stampa su carta, la successiva asciugatura, il taglio ed il montaggio su cartoncini.

La scelta della carta viene fatta in base al tema delle immagini ed all’aspetto finale che vogliamo ottenere.

Le ottiche utilizzate per ottenere l’ingranamento ottimale per il formato 6×6 è l’80mm, anche se è possibile utilizzare altre focali

Per ottenere la stampa delle immagini 56×56, il procedimento che utilizzo è la cosiddetta stampa a contatto. Ottenuta mediante un apposito “torchietto in legno”.

Mentre per la stampa delle immagini 77×77 è indispensabile utilizzare l’ingranditore.

Torchietto per stampa a contatto per immagini in stereoscopia (sopra e a sinistra) visualizzabili con visore (a destra).

Visore originale GOMZ, abbinato alla fotocamera Sputnik.

Esempio di immagine stereoscopica stampata su cartoncino, con visore di tipo Holmes

Alcuni esempi di stampe montate LU.MA e FUORIFUOCO

Immagini stereoscopiche LU.MA serie 8/2020 Lecco Night

Immagine stereoscopica FUORIFUOCO serie 4/2020 La casa nel bosco sul fiume

Per ulteriori informazioni circa la stampa stereoscopica, scrivete una mail a info@fuorifuoco.it oppure a stereoluma@gmail.com, saremo felici di rispondere.

Donne che guardano immagine stereoscopiche in un dipinto di Jacob Spoel

STEREOSCOPIA

 …ha ancora un senso scattare e stampare fotografie in stereoscopia? Me lo sono chiesto svariate volte, indubbiamente è un mondo  ampiamente dimenticato, sostituito anche in questo caso dalla visione digitale.

Ma devo dire in tutta onestà che il risultato ripaga assolutamente dello sforzo compiuto. Sicuramente emoziona guardare immagini stereoscopiche, senza il bisogno di ausiii elettronici, panorami, vedute, persone, eventi, prendono vita come per magia, dettagli inimmaginabili tornano alla memoria.

Breve storia della nascita della stereoscopia e dello stereoscopio

La stereoscopia è una tecnica di realizzazione e visione di fotografie (nel mio caso) ma anche di disegni e immagini, che trasmettono una illusione di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano.

I campi di impiego della stereoscopia trovano appicazione  nel cinema, nello studio scentifico e all’intrattenimento ed innumervoli altri campi.

La stereoscopia fù inventata nel 1832 da sir Charles Wheatstone che utilizzò coppie di disegni similari e successivamente la nascente fotografia.

Charles Wheatstone

Lo stereoscopio a specchi di Charles Wheatstone

Stereoscopio Brewster

Nel 1851 lo stereoscopio di Brewster venne presentato all’Esposizione Universale di Londra, suscitando l’interesse della regina Vittoria che ne volle subito uno.

Visto l’enorme interesse riscosso dall’oggetto, dapprima la ditta parigina Duboscq & Soleil, poi svariate altre ditte, soprattutto inglesi, francesi e americane, produrranno in serie lo stereoscopio Brewster, che diviene a breve un enorme successo presso la borghesia europea e americana.

Negli Stati Uniti Oliver Wendell Holmes realizza infatti una versione più economica dello stereoscopio di Brewster.

Coppia di fotografie colorate a mano per stereoscopio

Il primo strumento per la visione della fotografie sterescopiche è presentato  nel 1838 alla Royal Society di Londra.

Lo stereoscopio di Wheatstone non riscontra però un grande successo, poiché complesso e ingombrante, si dovrà infatti attendere il 1849 quando sir David Brewster, che aveva già brevettato il caleidoscopio, realizza un più leggero e maneggevole stereoscopio

In realtà  tratta di un “binocolino” dotato di lenti attraverso cui guardare una coppia di fotografie, realizzate con due fotocamere affiancate, poste all’altra estremità dell’apparecchio.

Visore di tipo Brewster, immagine dalla collezione di Mauro Corneo

Col tempo alle fotografie in bianco e nero su cartoncino, si affiancheranno fotografie colorate a mano stampate su carta sottile e, successivamente, stampe fotografiche su lastre di vetro (delle diapositive ante litteram), sovente anch’esse colorate, che conferiscono maggiore profondità alle immagini stereoscopiche.

A fine Ottocento per lo stereoscopio inizierà una fase di declino, destino condiviso con la lanterna magica, causato principalmente dalla nascita del cinema.

La fotocamera stereoscopica ed il formato delle stampe

Fotocamera stereoscopica  Sterelux II costruita in Francia nel 1939. Dalla collezione di Mauro Corneo

Stereoscopio in legno ottocentesco di tipo Holmes, immagine dalla collezione di Mauro Corneo

BRUGUIERE Modello n. 1, (costruito intorno al 1948) per vetrini e stereofilm, dalla collezione di Mauro Corneo

La fotocamera stereoscopica è una fotocamera dotata di due obiettivi, posti tra loro alla stessa distanza degli occhi umani, 6 cm. circa, e che proiettano sul piano della messa a fuoco due immagini, permettendo alla pellicola fotografica di impressionare contemporaneamente due diverse immagini. Utilizza normalmente il formato 60 mm, oppure 35mm, ma può essere utilizzata anche pellicola 70mm e, specie i modelli più antichi, pellicola piana.

 

Rollei Franke & Heidecke Heidoscop Stereo Camera 6×13 cm, prodotta a partire dal 1925, dalla collezione di Mauro Corneo

Nel 1800 le fotografie stereoscopiche maggiormente in circolazione furono quelle di misura “standardizzata”, circa 14 cm di larghezza su cartoncini 17,5. ritraevano paesaggi esotici, luoghi lontani e panorami, non mancavano collezionisti di immagini proibite. 

Il mio scritto è solo un’introduzione storica al magico mondo della stereoscopia e non vuole in nessun modo essere esauriente e specifica, per approfondire l’argomento  è possibile consultare i seguenti link:

Wikipedia.it-Stereoscopia

Museo del Precinema

Archivio stereoscopico Italiano

Visual-media.be (in inglese)

welt der stereoskopie (in tedesco)