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AnalogicaMente
Merate "1 di 365"©FuoriFuoco.it

La riscoperta di un sapere antico, di una manualità che è quasi magia, AnalogicaMente il completo flusso di lavoro dalla pellicola all’immagine stampata, attraverso le mille variabili e sfumature del bianco e nero.

 

 

Un mondo sicuramente diverso ed intrigante, le impostazioni manuali delle fotocamerala, il giusto peso della luce e delle ombre pensando allo sviluppo,

la  tecnica legata alla conoscenza dei materiali,la scelta della pellicola, del rivelatore, la scrupolosa attenzione al rispetto di procedure ben definite. 

Merate "1 di 365"©FuoriFuoco.it

 

 

Successivamente la stampa con l’ingranditore, come un nuovo scatto, dapprima la scelta della carta, lucida, opaca, perla, baritata, a base di resina, e quale formato?  poi i tempi i diaframmi, il contrasto, l’utilizzo delle mani per regolare il fascio luminoso, per nascondere, rivelare, sovraesporre, sottoesporre, successivamente i bagni, i tempi definiti, il lavaggio…

 

Ed ecco l’immagine, quasi sempre per quanto mi riguarda,  non completamente soddisfacente, sempre un appunto da trovare, ma il lavoro è lungo, ma ne vale la pena, regala soddisfazioni non indifferenti, il cervello ha un altro rapporto con l’immagine stampata. Ed eccomi qui a pensare AnalogicaMente in un mondo digitale, ho tantissimo da imparare, tantissimo da sbagliare.

ANALOGICAMENTE

Merate "1 di 365"

Merate "1 di 365"

Inizia cosi, una passeggiata fotografica tra le vie di Merate, sempre alla ricerca di un qualcosa che possa risultare non…
“Ci sono due modi di comunicare: c’è un tipo di fotografia che si rivela completamente, è un’immagine che parla, dice coseforti e chiare, è molto leggibile, ma è un’indagine finita, è la versione dei fatti del fotografo. L’altra, quella che mi interessa di più, è una fotografia non finita, dove chi guarda ha la possibilità di cominciare un proprio dialogo. È un invito: io ti porto in una direzione, ma il resto del viaggio lo fai tu.”
Mario Calabresi