Riflessioni sull’Adda

Le abbondanti piogge che hanno caratterizzato questo periodo, mi hanno aiutato a trovare alcuni spunti fotografici, anzi uno… i riflessi, o meglio le riflessioni sull’Adda.

 

Il luoghi

Nei pressi di pedaladda, la ciclabile compresa nel comune di Airuno, a volte si verificano degli allagamenti, che di conseguenza formano laghetti estemporanei.

Riflessioni sull'Adda ©FuoriFuoco.it

Il paesaggio muta, cambiano i punti di vista e le prospettive, e le possibilità “fotografiche-creative” legate ad un luogo a me molto caro si moltiplicano.

La ricerca

Chiaramente  questa particolare situazione mi ha stimolato in un percorso di ricerca.

Riflessioni sull'Adda ©FuoriFuoco.it

Ricerca di  soggetti eterei, riflessi baluginanti di alberi, rami e costruzioni, che ribaltano la realtà fondendola con il paesaggio non riflesso.

insomma niente di ben definito fotograficamente parlando.

Un paesaggio immaginario, una visione quasi incosciente, un sogno, una visione onirica.

Riflessioni sull'Adda ©FuoriFuoco.it

Paesaggio di alberi riflessi sulla sponda del fiume Adda, ovvero riflessioni sull’Adda

I rami intrecciando percorsi che cercano la luce, in sogno si tramutano in radici che scavano nel terreno, entrambi, si innalzano alla ricerca di nutrimento.

E’ singolare come un soggetto apparentemente semplice  come un albero si possa tramutare in attore complesso

Dalle mille  variabili, ma mai ripetitivo o banale, a volte è necessario soffermarsi e cambiare il punto di vista per poi variare anche quello di ripresa.

Riflessioni sull'Adda ©FuoriFuoco.it

La realtà si capovolge, viene racchiusa in una ipotetica cornice, una cornice estemporanea, è forse un sogno?

Durerà lo spazio di alcune ore, poi svanirà e gli elementi torneranno al loro posto.

L’insegnamento zen è come una finestra: all’inizio la guardiamo, e vediamo soltanto il riflesso indistinto del nostro stesso volto, ma nel momento in cui impariamo, e la nostra visione si fa chiara, diventa chiaro e perfettamente trasparente anche l’insegnamento, quindi vediamo attraverso. Vediamo tutte le cose: il nostro stesso volto.

Stephen Mitchell, Dropping Ashes on The Buddha, 1976 Tweet

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