Su quella sponda del lago di Lecco

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

Breve viaggio fotografico da Malgrate a Onno, percorrendo la strada che costeggia il lago , su quella sponda del lago di Lecco

L'idea fotografica

Una mattina d’estate, alla ricerca di tranquillità fotografica.

Vedute del lago come di rado se ne possono ammirare, naturalmente  senza fretta, osservo il cambiare della luce, cercando i particolari evocativi di una vita sul lago, passata e presente. 

In ogni luogo una fermata, accosto l’auto e mi addentro tra i piccoli borghi che costeggiano il lago.

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

Di conseguenza, ogni sosta è una scoperta, il sole illumina le montagne che a specchio incombono sul lago.

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

Le immagini

Su quella sponda del lago di Lecco il paesaggio è magnifico, inoltre la tranquillità totale, sicuramente oggi si fotografa in modalità slow oltre che a chilometro zero.

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

Il lungolago è deserto, praticamente ombra e luce gli unici soggetti presenti, peraltro lo sfondo fiabesco  in lontananza rivela Malgrate

Non potevano mancare le famosissime “Lucie” tradizionali imbarcazioni di Manzoniana memoria, ormeggiate al porticciolo di Malgrate.

Sebbene Il varco d’accesso è chiuso e la navigazione non è ancora aperta, il tempo si è fermato, il fumo in lontananza dall’altra sponda si rivela.

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

 

Scorci e angoli di memoria, un legame tra le acque, tradizioni dimenticate, sembra di immaginare sul bordo del lavatoio massaie indaffarate nel bucato.

Forme sinuose regalano tranquillità il lago si fonde con le strutture del porticciolo, una visione particolare, inoltre  il fumo ricopre la superficie del lago, rendendo la fotografia unica.

Chiaramente un invito ad attraversare al ricongiungimento delle due spone, stesso lago, diverse sponde, diverse tradizioni, dialetti, urbanizzazione, gestione del territorio. Le due facce della stessa medaglia.

Su quella sponda del lago di Lecco © FuoriFuoco.it

In sostanza è come se dal lago rafforzassero ricordi dimenticati.

Dunque si guarda alla superficie per cercare di intravedere la profondità, ben saldi al presente.

Forse il lago come uno specchio da cui farsi interrogare in questo caso, o forse da interpretare come un oracolo.

Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore e guardarlo, giacché, disegnato sull’acqua, gli pareva di vedere l’inspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita.

Infine eccoci alla meta, un posto tranquillo dove riposare, osservare, senza fretta, godendo del momento, dell’unicità del paesaggio Lariano. 

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