Pizzo Zerna Mt.2572

Pizzo Zerna Mt.2572

La passione per la montagna questa volta ci porta sulla vetta del Pizzo Zerna a mt 2572, sulle alpi orobie, in Valbrembana con partenza da Carona lungo tutta la Val Sambuzza, sino al Passo del Publino per poi salire al Pizzo. Questa estate ci lascia ben poche occasioni per godere il fascino della montagna ed il mozzafiato panorama delle cime, bisogna attendere la giusta occasione ed essere attenti al meteo, indispensabile in questo strano agosto 2014, sabato 16 è la giornata ideale, dopo la grandinata e le temperature autunnali del ferragosto la nostra meta è il Pizzo Zerna , sulle alpi Orobiche a 2572 Mt. la partenza è da Carona dove con grande sorpresa i parcheggi anche a bordo strana sino all’imbocco dello sterrato  che lascia a sinistra l’imbocco per la strada ENEL, sono tutti a pagamento, conviene perciò per chi fosse diretto al Pizzo ma anche al rifugio Calvi o Longo o solamente per una passeggiata, acquistare il gratta e sosta negli esercizi commerciali del paese, a due euro tariffa giornaliera, esplicato il gratta gratta, indossati scarponi e zaino ci incamminiamo verso l’abitato di Pagliari, sul tracciato condiviso dai trekker che si dirigono verso il Rifugio Calvi e Longo. Oltrepassiamo la maestosa cascata di Val Sambuzza ed arriviamo dopo pochi minuti alla Baita Birone, lasciamo a questo punto la strada ENEL che stavamo percorrendo e voltiamo a sinistra sul sentiero CAI 209, direzione Val Sambuzza, Pizzo Zerna, il sentiero si inerpica piacevolmente nel bosco, a tratti affianchiamo il tratto superiore della cascata, incontriamo alcuni cercatori di funghi, ma nessuno sembra diretto ne al Pizzo ne in Valsambuzza, in effetti l’itinerario non offre nessun tipo di appoggio da parte di rifugi, la Val Sambuzza è perciò è poco frequentata ma affascinante e possiamo tranquillamente dire selvaggia ed incontaminata. Proseguiamo sino alle baite della forcella, per poi incontrare la Baita Vecchia e la successiva Baita Arale, dopo il tratto di sentiero in fondovalle lcominciamo a percorrere una piacevole mulattiera, una volta via di comunicazione tra la Val Brembana e la Valtellina, passando per il Passo del Publino, che incontreremo più avanti. Proseguiamo dino alla Baita del Lago, dove troviamo il lago di Val Sambuzza, alimentato da numerosi rusceletti che provengono dai Laghi di Caldirolo, di Varobbio, a questo punto decidiamo di seguire una variante di sentiero la 209A che ci permette sempre di arrivare al Passo Publino, ma passando dai Laghi di Caldirolo ed al Lago di Varobbio, specchi d’acqua in parte acquitrinosi, ma con intorno intense fioriture che ne donano un aspetto tipicamente alpino, abbiamo anche la fortuna di osservare e fotografare alcune marmotte a guardia delle loro tane, ed affacciate al questo veramente raro sole d’agosto. Il sentiero allunga di qualche decina di minuti l’arrivo al Passo del Publino, ma ne valeva veramente la pena… il Passo a 2368, ci permette di spaziare a nord sulla Valle del Livrio, sulla Valtellina, il gruppo del Disgrazia e del Bernina, nei pressi del valico troviamo l’ospitale e bellissimo bivacco Pedrinelli, nato dai ruderi di una caserme della prima guerra mondiale, dopo una breva visita al bivacco lasciato in custodia all’intelligenza ed al rispetto dei frequentatori percorriamo l’ultimo tratto di sentiero 209, seguiamo il crinale di cresta ed intravediamo la vetta, prima di intraprendere la salita dell’ultimo tratto, incrociamo una famigliola di camosci, con diversi piccoli subito amorevolmente raggiunti dalla madre, lo spettacolo è affascinante, il meteo sembra reggere, ma si iniziano a scorgere nuvoloni e nebbia che salgono dal Val Sambuzzo, mentre il versante Valtellinese è quasi sgombro da nubi, cambio veloce di obiettivo, alcune foto ai camosci e poi puntiamo alla vetta, l’ultimo tratto non è privo di difficolta ma con attenzione lo oltrepassiamo, ed eccoci in cima, dove troviamo una bella croce con un Gesù stilizzato, lo sguardo a 360 gradi spazia a sud verso a Val Sambuzzo,  il Monte Masoni ed il Corno Stella, a nord Valle del Livrio e Valtellina, ed a Picco il Lago del Publino. Ci fermiamo una mezz’oretta in vetta, il tempo di rifocillarci e parlare di montagne, la nebbia continua a salire e le nuvole di fanno più compatte e veloci.  in lontananza si scorge la pioggia, che ci fa lasciare la vetta, dopo alcuni minuti di discesa, uno spettacolo che ci ha lasciati senza parole, è iniziato a nevicare, si si… a nevicare questa strana estate 2014 ci ha riservato anche questa sorpresa, continuamo la discesa per il sentiero 209 senza varianti che in circa 3 ore ci riporta a Carona, un’altro trekkink in compagnia di Vittorio si è concluso…. alla prossima!

Sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle…. John Ruskin, 1869

 

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