Anello della Grigna

Anello della Grigna

Il meteo promette bene, la giornata è quella giusta, niente nuvole a bassa quota o rovesci, la nostra meta non può che essere il Grignone ed il rifugio Brioschi con i suoi 2403 Mt., decidiamo io Vittorio e Giuseppe di percorrere l’ascesa partendo dal Vo’ di Moncodeno, sopra il Cainallo a Mt 1430, raggiungibile salendo da Varenna, passando per Esino Lario ed il passo dell’Agueglio, ricordate di acquistare il gratta e sosta prima di lasciare l’auto in modo da evitare sgradite sorprese al ritorno… Arrivati e parcheggiati ci incamminiamo verso il primo segnavia indicante Rifugio Bogani-Brioschi, un piacevole bosco di faggi, che accennano ai colori autunnali, ci accoglie, lasciamo il sentiero a dx per il Mt. Santa Croce e proseguiamo per un sentiero piacevole tra continui sali scendi, proseguiamo sempre dritti verso le indicazioni per il rifugio Bogani, lasciando perdere quelle per la cresta di Piancaformia. Oltrepassato un cancelletto in legno per fermare gli animali al pascolo cominciamo un tratto abbastanza ripido che ci condurrà sino all’Alpe Moncodeno. Da qui seguendo il segnavia nr 25, tempo 20-25 minuti e siamo in vista del rifugio Bogani a Mt 1816. Proseguiamo lasciandolo sulla nostra sinistra e ci incamminiamo verso una piccola madonnina in bronzo, siamo a questo punto entrati nel territorio del grignone coni suoi ghiaioni, il percorso è visibile in quanto segnavia ne indicano lal traccia, tempo di qualche fotografia e di una sorso d’acqua e riprendiamo il cammino, pianificando quale sarà l’itinerario del rientro, brevi e sicuri tratti attrezzati ci aiutano nell’ascesa, si comincia ad intravedere il rifugio, l’ultimo tratto è il più difficoltoso, anche se i tratti attrezzati sono  ben tenuti in quanto la settimana prima si è svolta la sky race del grignone, ed alcune corde sono state sostituite ed aggiunte, arrivati al Brioschi una piccola cappella ci introduce alla vetta, molti escursionisti hanno avuto la nostra stessa idea, sono moltissime le persone che hanno scelto il Brioschi come meta di questo ultimo scorcio d’estate, almeno metereologica, Lo spettacolo è davvero magnifico, si può spaziare dal Cervino al Monte Rosa, alla Valtellina, ai laghi di Lecco e Como alla Valsassina sino alla Valchiavenna ed ai monti Svizzeri, anche se una visione davvero particolare è quella del vicino rifugio Rosalba, da qui aggrappato alle pareti della Grignetta. Uba sosta alla croce, il tempo di un panino ed un caffè al rifugio, ritorniamo poi sui nostri passi sino al bivio che ci indica la via Guzzi, sentiero nr 28, percorriamo la cresta di Piancaformia, godendo di un panorama superlativo sino a raggiungere la bocchetta del Guzzi scendendo il ripidissimo canalone a tratti attrezzato, scorgiamo sotto di noi il rifugio Bietti a mt 1719, il rifugio Bietti è recentemente stato messo a nuovo. Scendendo rimaniamo ammirati dalla splendida flora spontanea e da numerossime stelle alpine vera chicca della giornata!!!  Dopo qualche difficoltà giungiamo al Bietti per un meritato caffè e per una chiaccherata con il gestore, Riprendiamo il cammino per il tratto finale dell’anello dirigendoci verso la Porta di Prada, monumento architettonico di roccia, passiamo prima per la Chiesetta-Bivacco dell’89a Brigata Garibaldi, immersa in un favoloso bosco di faggi. Successivamente dopo aver superato la Bocchetta di Prada, continuiamo a seguire il segnavia nr 24 e facciamo ritorno al parcheggio di Và di Moncodeno, una giornata davvero superlativa in ottima compagnia!! Appuntamento al Grignone in invernale!

©2014 Luciano Ravasio

– Chiedimi perché vado in montagna. Chiedimi perché, quando il resto mi sta stretto, l’unica via è il sentiero. Chiedimelo.
– Perché?
– Perché in montagna non puoi sprecare fiato per parole inutili. Lo devi conservare per arrivare in cima, e il resto è silenzio o parole gentili.
Perché l’unico peso è lo zaino. Non c’è peso per il cuore.
Perché tutti, se lo desiderano, possono arrivare in cima. Solo un passo dietro l’altro.
Perché incroci persone che trovano ancora un momento per salutarti.
Perché non ci sono orpelli: ci sei tu e c’è il tuo corpo, che devi custodire e curare, se vuoi avere le forze. C’è il cielo con i suoi umori. Non si scherza con la pioggia, il vento, la neve o la notte. Devi fare molta attenzione, e tornare a quello stadio primitivo in cui la natura e i suoi movimenti erano parte della tua vita, parte integrante del tuo quotidiano. Non puoi snobbare la natura, in montagna: ti tira per la manica, ti chiede di guardarla, di studiarla, di esserle presente.
In montagna puoi e devi essere presente a te stesso, senza distrazioni.
Forse è per questo che, sopra tante vette, telefonini e internet funzionano a singhiozzo… è la natura che ti dice: “Lascia stare, lascia stare il superfluo. Stai con gli amici. Stai con gli animali. Stai con te stesso. Non ti serve nient’altro”.

Valeria Tonella

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