58.000 libri

58.000 Libri

Il tutto nasce da un servizio di molti anni fa commissionatomi da un’agenzia di Bergamo, La Valsassina, Moggio e la sua biblioteca parrocchiale.

L’idea mi è subito piaciuta, contatto il parroco per un appuntamento, Don Agostino Briccola, l’artefice della rifondazione della biblioteca parrocchiale nel 1985.

Mi aspetta a Moggio piccolo paesino della Valsassina (Lecco). 

La biblioteca parrocchiale di Moggio, conta ben 58.000 libri collezionati in 20 anni da Don Agostino, tre chilometri di scaffali custodiscono un’ernomità di sapere di tutti i generi letterali, oltre a manoscritti e rarità .

Sicuramente un lavoro di catalogazione importante e impegnativo è stato eseguito per “passare in rassegna tutti questi volumi” Merito a Don Agostino e ai suoi ragazzi!

La Biblioteca parrocchiale di Moggio fu fondata nel 1864 dall’allora parroco don Carlo Mariani nel terzo centenario di fondazione della parrocchia, costituita nel 1564 da san Carlo Borromeo, staccandola dalla Parrocchia di Cremeno. Ha un’associazione che porta avanti le iniziative legate anche alle donazioni del 5×1000 che aiutano a mantenerla. La biblioteca ha un capitale proprio per gestire l’acquisto di libri o per migliorare e sistemare le infrastrutture necessarie. Conta più di 950 iscritti locali e villeggianti che spesso a loro volta regalano libri alla Biblioteca.

Ricorda don Agostino che “Fu il Cardinal Martini quando mi ha inviato qui a dirmi di creare un centro culturale e sviluppare in questa sede una biblioteca. Mi disse: Avvicinami Moggio a Milano che è indietro a livello culturale. Allora – 1985 – c’era un solo laureato in tutto il paese. Ho cercato di portare anche attraverso i libri la cultura. I vicari di allora Mons. Giuseppe Molinari, Mons. Bruno Molinari, Mons. Luigi Crivelli ed altri eminenti presbiteri mi hanno regalato molti loro libri. Anche il Vescovo Monsignor Merisi mi ha donato tanti volumi e oltre 400 videocassette riguardanti la seconda guerra mondiale di cui era appassionato cultore. Purtroppo oggi per pastoie burocratiche non possiamo portate a termine l’opera sognata e desiderata dal Cardinal Carlo Maria Martini. Così abbiamo consegnato e consegneremo molti libri a studiosi e lettori, sperando che serviranno e non andranno perduti”.

Estratto dell’articolo di valsassinanews del 10 luglio 2018

 

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